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L' Algeria è compresa nella regione montuosa del Maghreb e le zone desertiche del Sahara occupano circa i 4/5 del suo territorio. L'erg il deserto di sabbia e l'hammada il deserto roccioso sono le immagini dominanti del territorio Algerino. Parlando del Maghreb e cioè dei paesi dell'Africa del Nord quali Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania non si può fare a meno di accennare alle popolazioni di queste regioni, vale a dire le originarie popolazioni Berbere.

L'Algeria delle Ouled Nail
  di Giuseppe Cannatà detto "Pino" © AsrarDanza 2009
 Nota: Il presente articolo già apparso sul sito "Raqs Sharqi by Asrar"(2002-2009) redatto dallo stesso autore é stato ampliato e modificato rispetto al precedente in data 21 giugno 2009.

Secondo lo storico greco Erodoto i berberi erano i discendenti degli antichi abitanti della città di Troia che trovarono rifugio dai Greci nei paesi del Nord Africa. Sallustus in epoca romana ipotizza invece la Persia come luogo d'origine. Altre interpretazioni formulate sia dallo storico bizantino Procopus che da Ibn Khaldun studioso Arabo del XIV secolo, ipotizzano la migrazione di alcune tribù, dalla Palestina, a detta del primo e dallo Yemen per il secondo. Prima della grande conquista Araba avvenuta tra il VII e l'VIII secolo, le popolazioni del Maghreb subirono l'influsso di Fenici, Greci, Romani e Bizantini. Il nome Greco "Barbaroi" e poi quello Latino di "Barbari" è quasi sicuramente quello che ha determinato l'attuale termine di "Berberi" che anche presso gli Arabi, identificavano tali popolazioni con il nome di "Al-Barbar".

Young Algerian girl - Jeune fille algérienne (1888) di Frederick Arthur Bridgman (1847- 1928) - (Immagine 1)

 

Antiche popolazioni Berbere - Collezione privata (Immagine 2)
Contrariamente alle varie denominazioni queste popolazioni, dalla fiera identità culturale, preferiscono definirsi con il nome di "imazighen" (uomini liberi) europeizzato poi con il termine "masiri".
Tra le popolazioni Berbere, costituite principalmente da tribù nomadi, che costituiscono una cospicua parte della popolazione dell'Algeria.sono da annoverare anche i Cabili ed i Tuaregh. Questi ultimi, conosciuti anche con il nome di "Uomini Blu", devono il loro soprannome alla particolare usanza di avvolgere capo e viso, lasciando scoperti i soli gli occhi, con ampi teli di colore blu che a causa dei pigmenti con cui vengono colorati e con il costante e prolungato contatto con la pelle, finiscono con il tingere l'epidermide rendendola così di fatto tendente al blu. La particolarità di avvolgere capo e viso, caratteristica dei soli uomini che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, non trova riscontro nelle donne che seppur appartenenti alla religione Islamica non sono solite velarsi. L'attuale popolazione ormai identificata dagli antropologi come Arabo-Berbera a causa della stretta mescolanza delle due etnie ha come detto subito numerose influenze culturali non ultima la massiccia europeizazzione dovuta alla dominazione Francese che nel 1830 proclamava l'Algeria come propria colonia.

La danza "Ouled Nail" è originaria dei territori dell'Algeria compresi tra Beskra (Biskra) e El Djelfa (monti dell' Ouled Nail) ed ha nel suo recente passato una immagine di se ben diversa da quella che nel 1893 spinse l'impresario Sol Bloom a presentarla, insieme alle esecuzioni di altri gruppi folkloristici del Nord Africa al "Chicago's World Fair". A cavallo della II° Guerra Mondiale, prevalentemente nelle città turistiche di Beskra e Bou Saâda, le giovani ragazze della tribù degli Ouled Nail, furono ingaggiate da impresari dalla dubbia fama per eseguire la loro tradizionale danza in locali turistici prevalentemente frequentati da militari e turisti.

La danza originaria, subì in questo contesto profonde modificazioni sino a divenire puro strumento di seduzione finalizzato al solo scopo dell'intrattenimento. E' inoltre risaputo che tale seduttività esercitata da tali giovani ed attraenti ragazze abbia contribuito, anche a causa della massiccia richiesta di "esotismo" da parte degli occidentali ed il permissivismo dei colonizzatori francesi, al proliferare di un'altra redditizia attività, quella della prostituzione. Non fu certo a caso che tale attività si sviluppò, in quanto, tale "professione" veniva già praticata insieme alla danza, allo scopo di garantire alla giovane danzatrice una cospicua dote matrimoniale. Nella tradizione degli Ouled Nail, le giovani donne erano infatti spinte dai propri familiari a lasciare il villaggio di origine in giovane età per fare "fortuna altrove". Conosciute anche come danzatrici-prostitute si spostavano per oasi e centri urbani sino a quando sufficientemente "ricche" facevano ritorno al loro villaggio per abbandonare tale ruolo e finalmente sposarsi. Usanza questa, forse un po' insolita ma come riporta nel suo libro Wendy Buonaventura (Il Serpente e la Sfinge), affonda le sue origini nelle remote usanze, dove, anche nell'isola di Cipro, giovani ragazze offrivano a clienti occasionali le loro prestazioni sessuali, depositando i denari ricevuti, sull'altare di Afrodite, dove rimanevano custoditi sino a quando in procinto del matrimonio venivano prelevati e costituivano la propria dote.

"Danseressen van den stam der Oulad-Nayl" (of Ouled-Nail) -Project Gutenberg Literary Archive Foundation: De Aarde en haar Volken, Jaargang 1906 - (Immagine 3)

 

 

 

 

La danza delle Ouled Nail chiamata dai Legionari Francesi "Danse du Ventre", basata su movimenti molto più ritmici e sincopati della più conosciuta danza praticata in Egitto, risultò agli occhi del ballerino e coreografo Ted Shawn (1891-1972) che le vide negli anni, '20 una danza troppo volgare. Visione questa sicuramente personale che contrasta con la descrizione di R.V.C. Bodley, che nel 1927 scriveva : "The dance of the Ouled Nails, on which is based most of the other dances, is very picturesque, and the movements of the hands, like the wings of a hunting hawk, and the feet, are a delight to watch."

L'immagine delle danzatrici Ouled Nail viene spesso comunemente associata ai ritratti presenti su foto e cartoline d'epoca che ritraevano bellissime ragazze a seno nudo o semplicemente coperte da un velo. Contrariamente a tale immagine, rispecchiando la tradizione culturale originaria delle popolazioni Berbere, l'abbigliamento in uso, almeno sino alla prima metà del '900, risultava particolarmente sfarzoso e riccamente impreziosito.  Sontuose collane, grandi orecchini, numerosi bracciali e cavigliere adornavano il corpo che insieme all'uso sapiente di un trucco per gli occhi realizzato con il Kohl ed i numerosi tatuaggi con l'henna rendevano unica e sfarzosa l'immagine di queste splendide interpreti.
Gli abiti delle Ouled Nail secondo il racconto di Ted Shawn come riportato nel libro di W.Bonaventura, ...è cambiato ben poco dalla metà del diciannovesimo secolo.A quei tempi indossavano uno sopra l'altro diversi abiti ricamati a forma di grembiule, con le maniche abbottonate ai polsi o lasciate aperte e ricadenti. Sopra questi veniva indossato un haik, un pezzo di tessuto lungo da uno a tre metri di lana o cotone a seconda della stagione......Il turbante delle Ouled Nail era formato da bende, sulle quali venivano cucite monete d'oro e d'argento e assieme al turbante veniva indossato uno zeriref, un diadema sormontato da piume di struzzo. Oppure, esse indossavano un copricapo di lamine d'oro o d'argento tenute insieme da pesanti catene che venivano in parte lasciate ricadere. Tratto dal Libro Il Serpente e la Sfinge di W. Bonaventura - capitolo 6- pag. 97.

- (Immagine 4)

Per apprezzare l'originario splendore di tali danzatrici, è mia opinione che ci si debba riferire oltre che alle numerose foto d'epoca tra le quali quelle dei grandi fotografi Lehnert e Landrock, alle rappresentazioni pittoriche di quella particolare corrente artistica detta degli "Orientalisti".
Tra i numerosi interpreti apparsi sulla scena artistica di questa corrente Etienne Dinet (1861-1929) rappresenta forse uno dei maggiori testimoni della tradizione culturale delle danzatrizi Ouled Nail. Questo pittore, di origine francese, trascorse gran parte della sua vita diviso tra l'Algeria e la Francia convertendosi poi all'Islam e cambiando anche il proprio nome in Hadj Nasr Ed-Dine. Una delle sue opere più note è un dipinto del 1890 dal titolo "A Dancer of the Ouled Nail" altra sua nota opera opera sempre sulle Ouled Nail è 'Girls dancing and Singing' , del 1902.

Etienne Dinet

Per ulteriori info e la biografia su questo grande artista segui i Link:
 - Biografia
 - Opere

 

 "esclave d'amour" 1895

 

Étienne Dinet (1861-1929) - Musée d'orsay -

(Immagine 5)

 

Anche la letteratura di inizio '900, oltre a quella prettamente specialistica che documentava luoghi, genti ed usanze in tutta la loro complessità e unicità, ha risentino della magia esotica di luoghi lontani. Le descrizione di danze, insolite, affascinanti ed a volte persino disgustose agli occhi di osservatori occidentali forse poco attenti, ha molto spesso degradato e sminuito la ricchezza culturale originaria. Persino il grande Edgar Rice Burroughs, nel 1937 ambienta un capitolo del suo libro "Il ritorno di Tarzan" nella città di Sidi Aissa. In questo Capitolo, il settimo (The Dancing Girl of Sidi Aissa) fa riferimento ad una danzatrice appartenente alla tribù degli Ouled Nail! Tra i numerosi scritti sulle danze delle Ouled Nail alcuni dei quali presenti anche nel web, sono da indicare "Algeria from Within" di R.V.C. Bodley del 1927 e "The Land of Veiled Men" di Peter Fuchs del 1956.

Algeria from Within by R.V.C. Bodley, 1927
(from chapter 7)
It is most amusing to stroll into the cafes of the Quarter at night and ... watch the girls in their semi-party dresses dancing slowly up and down the center. ...

There are all kinds of different steps and figures, and though the danse du ventre, which is a hideous muscular distortion of the abdomen, is always carried through, there are many other dances which are pleasing to the eye, and the movements of the hands remind one of the wings of a butterfly. Moreover, simple as these dances may seem, there is a tremendous amount of technique about them, and the poise of the body, and the movements of the feet, quite apart from the hands, take long years to learn.

(from chapter 8)
The dancing is as varied as the music. It is usually carried out by women, who start learning at a very youthful age. The danse du ventre, which is essentially of the North, or of Turkish origin, is decidedly ugly. It is, however, much appreciated and takes endless practise to learn.

The dance of the Ouled Nails, on which is based most of the other dances, is very picturesque, and the movements of the hands, like the wings of a hunting hawk, and the feet, are a delight to watch.

...Yes, dancing and music in Algeria is varied, and its charm, though an acquired taste, is something quite unlike anything else, and takes hold of the senses in a most extraordinary way.

The Land of Veiled Men by Peter Fuchs, 1956
(from the chapter "The Girls of the Ouled Nail")
When the late afternoon sun is just touching the tops of the sand-dunes, music strikes up in the greasy cafes of the Sahara. The men, drinking tea or coffee, sit round in a circle into the center of which step the girls of the Ouled Nail in garments of pale blue, pink, or green, and begin the belly-dance. The stomach twitches itself round and round as if possessed of independent life. The dancer ogles one of the men, smiles at him provocatively, then glides on to the next man and repeats the performance.

(tratti dal sito: http://www.beledy.net/sherezzah/BOOKS.HTM#alg)

La rivalutazione ed il recupero sia di immagine che delle tradizioni culturali da parte degli esponenti della tribù degli Ouled Nail, avvenne come scritto da Djamila Henni-Chebra nel suo libro "La Danza nel Mondo Arabo", successivamente alla raggiunta indipendenza dell'Algeria avvenuta nel 1965, attribuendo alla danza Naili la sua rilevanza nelle tradizioni folcloristiche popolari.

Nel 1968 il National Institute of Music mise a punto un programma di sviluppo per il recupero dell patrimonio folcloristico Algerino mirato alle musiche e le danze tradizionali.

 

Seguendo il Link esterno, una breve carrellata di immagini relativamente alle Ouled Nail in una collezione di cartoline postali d'epoca

Ouled Nail Barkaoum - 1900 - MAURE Phot. - (Immagine 6)

Nota: Il presente articolo già apparso sul sito "Raqs Sharqi by Asrar"(2002-2009) redatto dallo stesso autore é stato ampliato e modificato rispetto al precedente in data 21 giugno 2009.

 RIFERIMENTI, BLIOGRAFIA E RISORSE WEB

 - Wendy Buonaventura,”Il serpente e la sfinge”, Lyra libri, Como,1986
- THE OULED NAIL OF ALGERIA articolo di Jasmin Jahal, del 1999 -http://www.jasminjahal.com/articles/99_06.html
-Djamila Henni-Chebra, " LA DANZA NEL MONDO ARABO : L'eredità delle almee , L'hamattan Italia, Torino, 2000 - Prefazione di Paola Ziliotto Boudress
- The Berbers - http://www.egyptorigins.org/berbers.htm
- "Ouled Nail" immagini e storia sul sito Belly-dance. org - http://www.belly-dance.org/ouled-nail.html
- "L'Orient" The Photographs of Lehnert and Landrock - http://www.adhamonline.com/Sony%20Gallery/Tunisia/Tunisia.htm
 Nota su fonti fotografiche e video:
- Le immagini (1) - (3) - (4) - (5) - (6) sono tratte dal sito wikimedia.org e catalogata di Pubblico Dominio in quanto i diritti di autore sono scaduti "This image (or other media file) is in the public domain because its copyright has expired. This applies to the United States, Australia, the European Union and those countries with a copyright term of life of the author plus 70 years."
- L'immagine (2) è tratta da una stampa - Collezione Privata
 - I video presenti in questo articolo sono liberamente visionabili su "youtube.com"
 Non me ne voglia chi per distrazione o dimenticanza da parte mia, non sia stato inserito come utile fonte di riferimento.

torna alla Homepage   aggiornamento 26 giugno 2009